di Cristina Costantino* e Martina Riccardi**

Negli ultimi mesi ci siamo più volte domandate perché un professionista dell’area economico – giuridica, preso com’è da impegni gravosi e responsabilità pesanti, dovrebbe sottrarre del tempo alle sue attività per scrivere un articolo, un saggio o un qualunque componimento destinato alla divulgazione, quando esiste una produzione editoriale specializzata che molto spesso si rivela “eccedente il necessario”. Il nostro professionista tipo dovrebbe farlo a titolo gratuito, spesso di sabato e domenica, se non di notte, sapendo che potrebbero non essere in molti a leggere il suo lavoro e che potrebbe andare incontro anche a critiche più o meno costruttive.

Se il nostro professionista tipo fosse un cinquantenne, cresciuto ascoltando i cantautori italiani, si fermerebbe alle prime righe del suo testo ricordando i versi de L’Avvelenata di Francesco Guccini (ma s’io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni Credete che per questi quattro soldi, questa gloria da str…., avrei scritto canzoni) consapevole che non c’è gloria per gli autori.

Il nostro professionista tipo si troverebbe inoltre di fronte a un ostacolo difficile da rimuovere o anche solo da aggirare, noto come il paradosso del rapporto impari, che spiega perché non verrà letto quello che sta scrivendo, mirabilmente descritto da Massimo Troisi (io sono solo a leggere quelli là sono tanti a scrivere…).

A questo punto sarebbe doveroso cercare di capire da cosa sia animato. Per questo, facendo qualche domanda ai nostri redattori, sia a quelli che scrivono frequentemente, sia a quelli che lo fanno ogni tanto, è emerso che principalmente si scrive per la nostra rivista quello che non si è riusciti a leggere sulle altre!

Scrivere perché non si può fare diversamente è un enorme punto di forza, non solo per l’autore ma anche

per l’editore, come dimostra il successo della testata Il Commerci@lista lavoro e previdenza, diretta dall’amico e collega Domenico Calvelli.

Proprio l’apprezzamento che i lettori hanno manifestato verso la precedente esperienza, insieme alla competenza ed alla disponibilità dei redattori, ci hanno dato la forza di passare alla fase due del nostro progetto editoriale dando vita a NOI & IL LAVORO.

NOI & IL LAVORO non vuol essere solo una rivista, essa rappresenta la “punta dell’iceberg” di un insieme di iniziative, soluzioni e strumenti messi a disposizione dei professionisti italiani che si occupano di lavoro.

Coloro che hanno contribuito all’ideazione e alla realizzazione di NOI & IL LAVORO, che sono tanti e tutti preziosi per il raggiungimento dell’obiettivo, credono che le persone, sia singolarmente sia come comunità, i rapporti che intercorrono tra loro e il lavoro che svolgono siano centrali, non solo per il presente, ma anche per il futuro di un Paese che all’art. 1 della sua Costituzione sancisce: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. 

Forse saremo ambiziose, ma siamo convinte che NOI & IL LAVORO possa diventare, grazie ai contributi e alle eventuali critiche che arriveranno in redazione, un “luogo” di confronto tra professionisti, datori di lavoro, lavoratori, rappresentanti sindacali, studiosi, docenti, cultori ed esperti di economia, diritto, previdenza, organizzazione del lavoro, solo a titolo esemplificativo. Per creare questo luogo la redazione ha scelto di avvalersi prevalentemente di strumenti digitali ma, sarà la massima apertura a qualunque suggerimento e argomento da trattare, il punto di forza di questo nuovo progetto.

Vi ringraziamo della fiducia a nome del direttore responsabile, di tutti i colleghi della redazione e nostro personale.

* Odcec Reggio Calabria

** Odcec Biella

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