di Morena La Tanza*
Nelle organizzazioni il conflitto è spesso trattato come un’anomalia, un incidente di percorso o, peggio, come un segnale di cattivo funzionamento. In realtà il conflitto è una dimensione fisiologica della vita aziendale. Ogni organizzazione è un sistema complesso nel quale convivono interessi diversi, ruoli interdipendenti, pressioni sui risultati, aspettative individuali, rapporti di potere e differenze di valori. In un contesto di questo tipo, la divergenza non solo è possibile, ma è inevitabile. Il punto, dunque, non è chiedersi come eliminare il conflitto. La vera questione è comprendere quando esso rappresenti una forma utile di differenziazione e confronto e quando, invece, si trasformi in un fattore di deterioramento organizzativo, relazionale ed economico. È in questo passaggio che assume rilievo il tema della gestione dei conflitti e, nei casi più complessi, l’intervento mediativo. Continua a leggere











