di Domenico Calvelli*
Ci sono numeri della rivista che, a prima vista, sembrano mettere insieme argomenti molto diversi: previdenza complementare, rimborsi chilometrici, intelligenza artificiale, lavoro sportivo, partecipazione dei lavoratori, pignoramento dello stipendio, giurisprudenza, esoscheletri nei porti, perfino Lindsey Vonn. Uno potrebbe domandarsi: che cosa c’entrano tra loro?
La risposta, come spesso accade, è più semplice di quanto sembri: c’entrano eccome. Perché tutti questi contributi parlano, ciascuno a modo proprio, di una cosa sola: la necessità di dare struttura al cambiamento. E possibilmente farlo prima che il cambiamento ci travolga, perché poi, si sa, arrivano la circolare interpretativa, l’interpello, la sentenza della Cassazione, la nota spese pagata in contanti e il cliente che entra in studio con la famosa busta piena di documenti “tutti in ordine”. Peccato che l’ordine, in quei casi, sia spesso un concetto filosofico. Continua a leggere