di Luisella Fontanella*

La Cassa Dottori Commercialisti conferma il proprio impegno a favore delle nuove generazioni della professione, stanziando 5 milioni di euro per il 2026 a sostegno dello svolgimento del tirocinio professionale. L’iniziativa ha un duplice obiettivo: favorire l’accesso alla professione di Dottore Commercialista e valorizzare il ruolo del Dominus, ovvero il professionista che assume la responsabilità della formazione del praticante. Continua a leggere

di Domenico Calvelli*

Ci sono numeri della rivista che, a prima vista, sembrano mettere insieme argomenti molto diversi: previdenza complementare, rimborsi chilometrici, intelligenza artificiale, lavoro sportivo, partecipazione dei lavoratori, pignoramento dello stipendio, giurisprudenza, esoscheletri nei porti, perfino Lindsey Vonn. Uno potrebbe domandarsi: che cosa c’entrano tra loro?

La risposta, come spesso accade, è più semplice di quanto sembri: c’entrano eccome. Perché tutti questi contributi parlano, ciascuno a modo proprio, di una cosa sola: la necessità di dare struttura al cambiamento. E possibilmente farlo prima che il cambiamento ci travolga, perché poi, si sa, arrivano la circolare interpretativa, l’interpello, la sentenza della Cassazione, la nota spese pagata in contanti e il cliente che entra in studio con la famosa busta piena di documenti “tutti in ordine”. Peccato che l’ordine, in quei casi, sia spesso un concetto filosofico. Continua a leggere

di Giada Rossi*

Il pignoramento dello stipendio rappresenta una delle forme più diffuse di esecuzione forzata ogniqualvolta il debitore sia un lavoratore dipendente.  In tale procedura, il datore di lavoro viene coinvolto non quale debitore principale, ma quale terzo pignorato (debitor debitoris), ossia in quanto soggetto obbligato a corrispondere al lavoratore-debitore somme periodiche a titolo di retribuzione.

A seguito della notifica di un pignoramento, il datore di lavoro è tenuto al rispetto degli obblighi di legge, tesi a bilanciare il diritto del creditore procedente a ottenere soddisfazione del proprio credito con la necessità di tutelare il diritto del lavoratore debitore ad una retribuzione adeguata a salvaguardare le sue esigenze di sostentamento e di vita.

Non in tutte le tipologie di pignoramenti è tuttavia rinvenibile la specifica indicazione della quota di retribuzione da assoggettare a vincolo di indisponibilità nell’atto di pignoramento notificato dal datore di lavoro, sicché quest’ultimo si trova nella necessità di conoscere i limiti legali a cui attenersi e quali condotte adottare onde correttamente adempiere ai propri obblighi. Continua a leggere

di Simone Boschi*

La Riforma dello Sport arriva nel 2021, in un momento storico molto delicato, almeno in merito a due aspetti:

1) la pandemia, che ha reso necessario sostenere finanziariamente i ”disoccupati dello sport” prima ancora che una norma ne avesse riconosciuto il titolo lavorativo.
Grazie alla decretazione d’urgenza nel periodo COVID, tutti gli operatori dello sport – al pari di qualunque altro lavoratore – hanno potuto accedere ai contributi a fondo perduto, soprattuto istruttori e allenatori: anche agli sportivi, dunque, si consentiva di compilare la domanda di aiuti, attraverso il portale di Sport e Salute dove essi dovevano autodichiararsi “lavoratori sportivi”, non per chissà quale tranello bensì per attivare le provvidenze previste dall’art. 38 della Costituzione che garantisce indennità sostitutive del reddito ai lavoratori disoccupati e inoccupati. Quindi quel “click” sulla casella “lavoratore sportivo” autorizzava (obbligava) lo Stato a sostenere la categoria dei collaboratori sportivi. Continua a leggere

di Maurizio Centra*

Con la circolare n. 15 del 22 dicembre 2025, l’Agenzia delle entrate ha fatto un’analisi della normativa in materia tracciabilità delle spese di trasferta e delle spese di rappresentanza, a seguito del decreto legislativo 13 dicembre 2024, n. 192, della legge 30 dicembre 2024, n. 207 (legge di bilancio 2025) e del Decreto Legge 17 giugno 2025, n. 84, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2025, n. 108.

L’occasione consente di conoscere il punto di vista attuale dell’Agenzia sull’istituto della trasferta nell’ambito del rapporto di lavoro dipendente e sulla tracciabilità delle spese connesse. Continua a leggere

di Marco Sambo*

La legge 15 maggio 2025, n. 76, recante “Disposizioni per la partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese”, introduce nel sistema italiano una disciplina organica diretta a dare più concreta attuazione all’art. 46 della Costituzione.

L’intervento normativo si colloca in un contesto nel quale il tema della partecipazione ha assunto rinnovata centralità non soltanto sul piano delle relazioni industriali, ma anche in chiave di governance, continuità aziendale, sostenibilità organizzativa e valorizzazione del capitale umano. La nuova legge non si limita a richiamare una generica collaborazione tra impresa e lavoratori, ma costruisce una cornice giuridica entro cui sviluppare strumenti partecipativi differenziati, adattabili alle diverse strutture d’impresa. Continua a leggere

di Calvelli Domenico*

Ci sono numeri della rivista che si lasciano presentare con facilità, perché hanno un tema dichiarato, quasi scolastico. E poi ce ne sono altri, come questo, che si fanno capire meglio dopo averli attraversati tutti, pezzo per pezzo, come si fa con certi paesaggi: non li comprendi dal cartello stradale, ma dalla strada. Il filo che tiene insieme queste pagine, a ben vedere, non è uno solo. È un intreccio.

C’è il tema della tenuta, anzitutto: tenuta psicologica, tenuta organizzativa, tenuta normativa, tenuta previdenziale. Ma c’è anche qualcosa di più sottile: il rapporto, sempre difficile e sempre decisivo, tra struttura e libertà, tra regola e persona, tra apparato e vita concreta.

In altri termini: il lavoro non è mai solo lavoro. Continua a leggere

di Carlo Marinelli*

La questione della legittimità delle clausole individuali che prevedono un termine di preavviso per le dimissioni superiore a quello stabilito dalla contrattazione collettiva costituisce uno dei terreni più delicati e controversi del diritto del lavoro contemporaneo. Continua a leggere

di Marco D’Orsogna Bucci*

 

La legge 199/2025 (legge di bilancio 2026), all’art. 1 comma 167, ha previsto la proroga anche per l’annualità corrente del trattamento di sostegno al reddito della Cassa integrazione straordinaria per cessazione attività ex art. 44 D.L. 109/2018 nel limite di spesa di 100 milioni di euro. La proroga riguarda un periodo massimo complessivo di autorizzazione non superiore a 12 mesi. Possiamo considerare la cassa integrazione straordinaria ex art. 44 D.L. 109/2018 l’unico strumento che permette, a determinate condizioni, l’intervento di un ammortizzatore sociale in una procedura di cessazione dell’attività aziendale. Continua a leggere

di Francesco Mengucci*

Con l’aumento delle crisi di impresa, soprattutto per le imprese con almeno 50 addetti, si ripropone costantemente il tema della natura giuridica delle quote di Trattamento di Fine Rapporto che i datori di lavoro delle imprese di maggiori dimensioni sono tenute a trasferire al Fondo di Tesoreria dell’INPS.

L’obbligo nasce con la Legge Finanziaria 2007 (L. 27 dicembre 2006 n. 296) che ha introdotto il “Fondo di erogazione per il TFR ai lavoratori dipendenti del settore privato gestito dall’INPS”. Continua a leggere