di Bernardina Calafiori e Alessandro Montagna*
Con la pronunzia in commento (Cass., sez. lav., n. 18760 dell’8.04.2026, pubblicata il 9.06.2026), la Corte di Cassazione ha confermato il proprio consolidato orientamento in tema di c.d. assorbibilità del superminimo contrattuale, ribadendo – nei termini qui esposti – il principio in base al quale il superminimo è, di regola, assoggettato al principio dell’assorbimento retributivo.
Prima di analizzare la sentenza della Suprema Corte, tuttavia, è opportuna una breve premessa – finalizzata a inquadrare la quaestio iuris definita dalla Suprema Corte con la pronunzia in commento – e prendere le mosse, al citato fine, dalla nozione di super minimo contrattuale: tale istituto consiste, infatti, in un emolumento retributivo che ecceda – di qui, per l’appunto, la sua denominazione – i minimi tabellari fissati nella contrattazione collettiva applicata al rapporto di lavoro e che è pattuito, di regola, individualmente tra datore di lavoro e dipendente. Continua a leggere









