di Giovanni Dall’Aglio*
Come spesso accade nell’affrontare rivoluzioni che non comprendiamo, si innescano meccanismi tanto comici quanto tragici. Così sta accadendo nel modo in cui usiamo l’intelligenza artificiale. La consideriamo come fosse una sigaretta, da consumare per un tiro di automazione o un powerpoint che si scrive da solo. Per poi spegnerla, più soddisfatti e performanti, ma più lontani da noi stessi. Non ci accorgiamo che l’AI è come il fuoco, nato per vedere più a fondo. Per illuminare il buio. Chi la usa solamente per risparmiare tempo non si accorge che sta bruciando proprio quello che gli manca: il senso. Continua a leggere











