di Domenico Calvelli*
Ci sono numeri della rivista che sembrano costruiti attorno a un filo invisibile. Questo, a leggerlo con calma, ne ha uno chiarissimo: nel lavoro non basta fare le cose. Bisogna saper dimostrare di averle fatte bene.
Può sembrare un’ovvietà, ma è una di quelle ovvietà che, nella pratica quotidiana, decidono se una scelta resta gestione ordinata o diventa contenzioso. La prova della scelta previdenziale. La prova della correttezza retributiva. La prova del criterio usato per attribuire un superminimo. La prova della presenza in azienda. La prova della malattia, vera o contestata. La prova della possibilità concreta di assistere un familiare disabile. La prova documentale nei cantieri. E, ormai, anche la prova che gli strumenti di intelligenza artificiale siano usati come ausilio e non come nuovo oracolo aziendale, perché di oracoli ne abbiamo già abbastanza: alcuni parlano in circolari, altri in FAQ, altri ancora in software che lampeggiano senza spiegare. Continua a leggere











