di Fabiano D’Amato*

 

L’INPS con la Circolare n. 145 del 21.11.2025, ha diffuso le indicazioni operative per la confermata misura di riduzione contributiva per le imprese edili, pari all’11,50%, di cui all’articolo 29 del DL n.244/1995, conv. L. 341/1995, e successive modificazioni, sulla base del Decreto emanato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicato in data 24 ottobre 2025.

La Circolare precisa le principali condizioni e la modalità di richiesta e fruizione dell’agevolazione.

Giova qui ricordare che la richiesta dovrà essere effettuata da parte dei datori di lavoro interessati relativamente all’anno 2025, entro il 15 marzo 2026 attraverso gli appositi servizi telematici.

Una volta esperiti i relativi controlli l’INPS attribuirà il codice autorizzazione “7N”.

Il beneficio potrà essere fruito nelle denunce Uniemens fino al mese di competenza di febbraio 2026.

La risposta all’interpello è consultabile al seguente Link, cui si rimanda per approfondimenti:

https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2025.11.circolare-numero-145-del-21-11-2025_15086.html

 

*ODCEC Roma

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ISCRIZIONE ALL’EVENTO

Diretta streaming: pre registrazione all’evento al link:

www.gruppoarealavoro.it/preiscrizione-evento/

Legal Notice:

Gruppo ODCEC Area Lavoro | Via Albenga 33 | 00183 Roma
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A cura della Redazione

Il 6 ed il 7 novembre si è tenuta a Giardini Naxos (ME) la seconda Assemblea dei Commercialisti del Lavoro, organizzata dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, area di delega Economia e fiscalità del lavoro.

Sono state due giornate intense di confronto e approfondimento, con interventi qualificati, tavole rotonde ed interessanti momenti di condivisione tra professionisti della materia, a conferma dell’impegno della categoria nel promuovere la cultura del lavoro fondata su competenza, innovazione e legalità.

L’evento ha visto la partecipazione del Gruppo Odcec Area Lavoro– Comitato Scientifico alla tavola rotonda “Rapporti istituzionali e novità del mercato del lavoro”

La Presidente Cinzia Brunazzo è intervenuta raccontando la nascita ed il percorso del Gruppo, fondato 13 anni fa ed oggi realtà nazionale con oltre 3.100 aderenti, che promuove formazione, ricerca e dialogo istituzionale sui temi del lavoro, collaborando con università, associazioni sindacali, giuristi e il Consiglio Nazionale, con iniziative importanti tra cui:

– elaborazione di documenti di studio sul salario minimo e sugli incentivi all’occupazione,

– realizzazione del seminario di aggiornamento professionale

– organizzazione di eventi su argomenti vari come apprendistato, parità di genere e sicurezza sul lavoro,

– pubblicazione della rivista “Noi & il Lavoro”.

La Presidente ha poi sottolineato l’importanza di far sentire la voce dei Commercialisti del lavoro ai tavoli istituzionali e di continuare a valorizzare la competenza della categoria anche nelle riforme legislative.

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di Domenico Calvelli*

Ci sono stagioni in cui il diritto del lavoro sembra rincorrere le trasformazioni dell’economia; e altre in cui sono le imprese – con scelte coraggiose – a indicare la rotta al legislatore.

In questo numero vogliamo tenere insieme entrambe le traiettorie: le norme (fiscali e giuslavoristiche) che servono per non sbagliare e le leve culturali e organizzative che fanno davvero la differenza. Perché l’equilibrio tra conformità e valore umano non è uno slogan: è l’unico modo per costruire aziende solide, attrattive e sostenibili. Ed ecco un tema concreto quanto trascurato: la mobilità dei lavoratori. La distinzione tra trasferta, distacco e trasferimento smette di essere un esercizio accademico e diventa una bussola operativa: provvisorietà, durata, sede abituale, trattamento indennitario, imponibilità fiscale e riflessi contributivi. Imprese e professionisti vi troveranno la mappa per impostare policy interne chiare, coerenti con i contratti collettivi e “a prova di controllo”.

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di Andrea Vaccari*

Equità e giustizia sociale sono stati i temi al centro delle proposte presentate dai Commercialisti alla politica durante il convegno “Pensioni e dinamiche demografiche: proposte e idee dei commercialisti”, svoltosi lo scorso 25 settembre nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato. L’iniziativa, promossa dal Comitato Scientifico Gruppo Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili Area Lavoro e moderata dal giornalista Alessandro Iovino, ha affrontato questioni che incidono in modo diretto sulla vita di lavoratori, imprese, pensionati e giovani, a trent’anni dalla riforma Dini. Continua a leggere

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di Giada Rossi*

Comunemente, nell’ambito dei rapporti di lavoro, si pongono interrogativi circa la portata vincolante di una proposta di assunzione, nell’intervallo temporale che precede la sua formale accettazione, e ciò non solo in relazione alla corretta qualificazione giuridica della fase precontrattuale, ma anche con riguardo ai profili di responsabilità che possono derivare da un eventuale recesso improvviso o da comportamenti idonei a ingenerare un legittimo affidamento nel candidato.

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di Jessica Fantinato*

La professione del commercialista e da sempre fondata su rigore tecnico, aggiornamento continuo e capacita di orientarsi tra normative complesse. Negli ultimi anni, pero, questa figura ha progressivamente ampliato il proprio ruolo: i clienti non cercano  più soltanto un consulente fiscale, ma un partner capace di accompagnarli nelle scelte strategiche e di sostenerli nei momenti di incertezza. Parallelamente, molti professionisti esperti stanno indirizzando la loro attività verso ambiti di consulenza a  più alto valore aggiunto, rafforzando così il carattere evolutivo della professione. Accanto a ciò, non va dimenticato che la vita privata e i diversi ruoli che ogni professionista ricopre – genitore, partner, amico, figlio – rappresentano dimensioni fondamentali che non possono essere trascurate. L’equilibrio personale e infatti la base stessa dell’efficacia professionale: coltivare relazioni, dedicare tempo a se stessi e mantenere spazi di qualità al di fuori del lavoro diventa parte integrante di un benessere complessivo, indispensabile per affrontare con energia e lucidità le sfide della professione.

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di Ivana De Michele*

C’è una frase che capita di sentire spesso, quasi come un riflesso automatico: “La parità è un tema delle donne”. E una convinzione che sembra innocua, quasi rassicurante, perché solleva molti uomini dal sentirsi parte in causa. E come se il cambiamento potesse essere lasciato interamente nelle mani femminili, mentre gli altri restano a guardare, spettatori neutrali di una partita che non li riguarda. Eppure, questa visione e non solo riduttiva, ma anche ingannevole. La verità e più scomoda e, al tempo stesso, molto più liberatoria: la parità di genere non potrà mai compiersi senza il coinvolgimento attivo degli uomini. Non basta dire di non essere contrari. Non basta “non ostacolare”. Serve un cambio di passo collettivo, capace di incidere sulle mentalità, sulle scelte quotidiane e sui modelli culturali che ancora oggi influenzano le nostre vite. E servono esempi concreti, gesti visibili che possano diventare modelli di riferimento. Molti uomini vivono la parità come una minaccia: temono una perdita di ruolo, di potere, di spazio. E un riflesso antico, ereditato da secoli di stereotipi culturali e sociali che hanno disegnato l’immagine dell’uomo come centro del potere. Ma e davvero così? I dati dicono l’opposto. Secondo il World Economic Forum, colmare il gender gap globale significherebbe accrescere il PIL mondiale di oltre il 20%. In Italia, l’ISTAT ha calcolato che se le donne partecipassero al mercato del lavoro allo stesso livello degli uomini, il nostro Paese guadagnerebbe circa 7 punti di PIL. La parità, dunque, non e un gioco a somma zero, non e un “o vinci tu o vinco io”. E, al contrario, una vittoria collettiva. Una società più equa e anche più sana, più giusta e più innovativa. Continua a leggere

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di Maurizio Gaeta*

Con la Circolare n. 10/E del 2025, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito i criteri applicativi della nuova disciplina fiscale relativa alla concessione in uso promiscuo di veicoli ai dipendenti, modificata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024) ed integrata dal Decreto Legge n. 19/2025, convertito con modificazioni nella Legge n. 60/2025.

Fringe benefit auto: cosa cambia dal 1° gennaio 2025 Continua a leggere

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di Marco D’Orsogna Bucci*

Il rapporto di lavoro subordinato e/o parasubordinato spesso comporta che la prestazione lavorativa sia resa fuori dalla sede abituale di lavoro, in alcuni casi addirittura siamo in presenza di un’attività lavorativa prestata costantemente in luoghi diversi dalla sede di assunzione. Abbiamo tre macro-categorie che riassumono la prestazione lavorativa resa in luoghi diversi dalla sede abituale di lavoro o comunque dal luogo di assunzione:

  • trasferta o missione: caratterizzata da provvisorietà, temporaneità;
  • distacco: caratterizzata da uno spostamento della sede di lavoro duraturo ma non definitivo;
  • trasferimento: spostamento definitivo della sede di lavoro.

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