DAL CUORE D’ITALIA AL CUORE DEL GRUPPO: colloquio con Rita Amati, Presidente del Gruppo Odcec Area lavoro

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di Monica Bernardi* e Maurizio Centra**

Domanda. In un’epoca per le donne ancora caratterizzata da difficoltà di affermazione nel mondo del lavoro, che ha addirittura richiesto l’emanazione di una direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio (UE – 2023/970) per rafforzare il principio di parità tra uomini e donne (Pay trasparency directive), il Gruppo Odcec Area lavoro ha affidato per la quarta volta l’incarico di Presidente a una donna, si tratta di un’associazione all’avanguardia o gli uomini sono latitanti?

In realtà nessuna delle due, credo che per ciascuna carica occorra individuare la persona giusta, al di là del genere, e mi auguro di essere all’altezza del prestigioso ma impegnativo compito che mi è stato affidato. Per quanto riguarda il Gruppo, basti pensare che nell’Organo di gestione (Consiglio direttivo), la presenza maschile è maggioritaria, ma quando è arrivato il momento di decidere ha prevalso la regola secondo la quale “la squadra che vince non si cambia”. In pratica, la scelta è stata fatta in base a una serie di requisiti che io credo di possedere, come non essere impegnata in incarichi incompatibili o che possano limitare l’impegno per le attività del Gruppo, essere abituata alla mediazione, avere una naturale capacità relazionale e ricoprire la carica di Vice Presidente dell’Ordine territoriale al quale appartengo, che sono stati apprezzati nell’ottica di continuare il percorso iniziato dal Gruppo da oltre un decennio. Si consideri, inoltre, che sono una Commercialista che si occupa prevalentemente di lavoro e questo, per la carica di Presidente del Gruppo, non guasta di certo.

Domanda. A questo punto la domanda è d’obbligo, come ti sei avvicinata alla materia del lavoro?

Ho studiato all’Università di Roma “La Sapienza”, facoltà di Economia e commercio, dove ho avuto modo di conoscere il Prof. Pasquale Sandulli, già ordinario di diritto del lavoro, che è stato anche il mio relatore della tesi di laurea. Successivamente, una serie di eventi fortuiti mi hanno consentito di approfondire la materia e anche di fare delle docenze, che mi hanno consentito di crescere in tempi relativamente brevi. Ho avuto l’opportunità di approfondire i temi lavoristici in vario modo, anche assistendo i datori di lavoro per le conciliazioni in sede protetta. A un certo punto ho “abbandonato” del tutto l’attività di consulenza tributaria e l’assistenza contabile e mi sono concentrata sui rapporti di lavoro nel settore privato, con soddisfazioni crescenti nel tempo. La “ciliegina sulla torta” è arrivata con il Gruppo Odcec Area lavoro, in quanto non mi era mai capitato prima di conoscere e frequentare tanti Commercialisti esperti in materia di lavoro, i rapporti che ho avuto modo di instaurare sono per me un arricchimento professionale e lo stimolo continuo ad approfondire temi di grande interesse.

Domanda. Come sarà la tua presidenza del Gruppo Odcec Area lavoro?

In una parola: collegiale! Credo che il Gruppo possa continuare a crescere, con impegno e determinazione. Per questo occorre che gli Organi di gestione abbiano un approccio costruttivo e trasparente. Il Consiglio direttivo, in particolare, deve essere la dimostrazione plastica dello “spirito di gruppo” che ci contraddistingue e io cercherò di mediare tra posizioni diverse, avendo ben chiari gli obiettivi comuni.

Domanda. Credi che il Gruppo potrà interagire con il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (Cndcec) e, nel caso, in che modo?

Credo fortemente che il Gruppo debba collaborare con il Cndcec, al di là di chi rivesta, nel tempo, le cariche apicali, auspico che in futuro si possa collaborare più di prima, nel rispetto dei diversi ruoli e scopi, e considero positiva la conferma nella carica di Consigliere delegato all’area lavoro nella persona del dott. Aldo Campo e sono certa che, assieme alla Consigliera dott. ssa Annalisa Francese, intensificherà le iniziative a tutela dell’attività professionale in materia di lavoro. Colgo l’occasione per ringraziare la dott. ssa Marina Andreatta, che ha ricoperto l’incarico di Consigliera del Cndcec con delega all’area lavoro nella precedente consiliatura, la quale ha sempre mostrato attenzione istituzionale e interesse per le proposte e gli eventi del Gruppo. Aggiungo una considerazione a me cara, anche se forse non servirebbe essendo “lapalissiana”, ossia, che la formazione scientifica dei Commercialisti comprende da tempo immemore anche la materia del lavoro e che non occorrono “riserve indiane”, in quanto di norma è il mercato a fare la differenza, ma certo andrebbe intensificata, in primis da parte del Cndcec, la lotta all’abusivismo e ripristinata la parità di condizioni legali di esercizio della professione, che si è alterata a causa della “latitanza” per anni dei vertici della categoria dai luoghi in cui sono state prese decisioni a danno dei Commercialisti che si occupano di lavoro. Il Gruppo, dal canto suo, continuerà a fare quello che è in suo potere per diffondere la cultura in materia di lavoro e welfare.

Domanda. A settembre 2026 il Gruppo tornerà a Roma, presso il Senato della Repubblica, per un evento che ha la disabilità come argomento centrale. Come pensa che i Commercialisti possano contribuire all’inclusione lavorativa dei soggetti diversamente abili?

È uno degli argomenti che mi sta particolarmente a cuore, tra l’altro sono tra i promotori dell’evento di settembre 2026, ben prima di essere nominata Presidente. La tutela dell’invalidità fa del nostro Paese uno di quelli più “garantisti” dell’Occidente, anche se si può fare ancora molto, pensando ai disagi e al “peso” che grava sulla famiglia dei disabili, si pensi ai genitori, ai fratelli e alle sorelle che svolgono sistematicamente l’attività di caregiver, solo per fare un esempio. I Commercialisti debbono dare il loro contributo, in termini di ricerca, proposta e attivazione di percorsi di inclusione, anche sfruttando le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale che, mediante politiche attive “mirate”, potrebbero favorire l’inserimento lavorativo di tante persone che oggi sono escluse dal mondo del lavoro, pur possedendo residue capacità che consentirebbero loro non solo di rendersi utili, ma di avere condizioni di vita migliori.

Domanda. Sei molto legata al tuo territorio d’origine, che è il cuore verde d’Italia, come pensi si possa salvaguardare l’economia del territorio?

Sono felice di essere originaria dell’Umbria, ossia di una Regione che, in piccolo, riproduce quasi tutte le migliori caratteristiche economiche nazionali, infatti, sono presenti piccole e medie imprese, oltre alle ben note acciaierie di Terni, ma è anche un territorio a vocazione turistica, agricola e di trasformazione alimentare. Come non citare specialità uniche al mondo come l’olio della zona di Assisi Spoleto o il vino Sagrantino? Secondo me, i rapporti personali e la capacità di “fare squadra” consentono a chi vive in un territorio così piccolo di raggiungere traguardi prestigiosi e, soprattutto, di vivere bene!

Il tempo è volato senza che ce ne accorgessimo, avremmo voluto fare alla Presidente altre domande, chiederle – ad esempio – qual è nel dettaglio il “programma della legislatura”, ma siamo stati sopraffatti dalla sua naturale propensione all’inclusione, quindi, è stato necessario terminare il colloquio prima che ci desse qualcosa da fare, per il bene del Gruppo ovviamente!

*ODCEC Milano

**ODCEC Roma

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