di Graziano Vezzoni*

L’INPS, con la circolare n. 129 del 2025, ha fornito le istruzioni operative sull’estensione dell’esonero contributivo previsto dall’articolo 6-ter del decretolegge n. 457/1997, così come modificato dal decretolegge n. 144/2022, alle imprese di navigazione residenti e non residenti con stabile organizzazione in Italia che utilizzano navi iscritte nei registri degli Stati UE o SEE, o battenti bandiera dei medesimi Stati. Continua a leggere

di Stefano Bacchiocchi*

La normativa che regola l’amministrazione di sostegno nasce con l’obiettivo di affiancare le persone che, a causa di difficoltà fisiche, psichiche o relazionali, non possiedono piena autonomia nelle azioni quotidiane, garantendo al contempo il rispetto della loro autodeterminazione. Questo istituto ha rovesciato il paradigma tradizionale, spostando il fulcro dal mero controllo giudiziario verso un accompagnamento cucito sulle effettive esigenze del beneficiario. Continua a leggere

di Domenico Calvelli*

Il lavoro, oggi, è un territorio in trasformazione  continua, attraversato da fragilità individuali,  responsabilità collettive, sfide tecnologiche e  nuove forme di tutela che si intrecciano come fili  di uno stesso tessuto. La sensazione, leggendo i  contributi di questo numero, è che il diritto del  lavoro, la previdenza, la formazione, la sicurezza,  la digitalizzazione e persino la gestione delle  vulnerabilità personali stiano convergendo  verso una direzione comune: riportare la  persona al centro dell’organizzazione sociale.  Non si tratta di uno slogan, ma di un impegno  concreto che richiede metodo, cultura e  capacità di visione. Continua a leggere

di Andrea Sella*

Lo smart working nell’immaginario collettivo, soprattutto di chi non lavora effettivamente in modalità smart, è quello del periodo Covid.

In realtà, l’unico vero punto di contatto è dato dal fatto che la modalità operativa “da remoto” è entrata nell’esperienza quotidiana e nella concreta percezione della maggioranza degli Italiani. Di certo era una situazione contingente e necessitata e il criterio operativo seguiva la filosofia pragmatica del “meglio così che niente”, ma ha consentito ad un’ampia platea di lavoratori una riflessione su pregi e difetti della possibilità di lavorare lontano dall’ufficio, classicamente inteso, o comunque dalla sede abituale di lavoro, con modalità più flessibili e informali. Continua a leggere

di Domenico Calvelli*

Ci sono stagioni in cui il diritto del lavoro sembra rincorrere le trasformazioni dell’economia; e altre in cui sono le imprese – con scelte coraggiose – a indicare la rotta al legislatore.

In questo numero vogliamo tenere insieme entrambe le traiettorie: le norme (fiscali e giuslavoristiche) che servono per non sbagliare e le leve culturali e organizzative che fanno davvero la differenza. Perché l’equilibrio tra conformità e valore umano non è uno slogan: è l’unico modo per costruire aziende solide, attrattive e sostenibili. Ed ecco un tema concreto quanto trascurato: la mobilità dei lavoratori. La distinzione tra trasferta, distacco e trasferimento smette di essere un esercizio accademico e diventa una bussola operativa: provvisorietà, durata, sede abituale, trattamento indennitario, imponibilità fiscale e riflessi contributivi. Imprese e professionisti vi troveranno la mappa per impostare policy interne chiare, coerenti con i contratti collettivi e “a prova di controllo”.

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di Giada Rossi*

Comunemente, nell’ambito dei rapporti di lavoro, si pongono interrogativi circa la portata vincolante di una proposta di assunzione, nell’intervallo temporale che precede la sua formale accettazione, e ciò non solo in relazione alla corretta qualificazione giuridica della fase precontrattuale, ma anche con riguardo ai profili di responsabilità che possono derivare da un eventuale recesso improvviso o da comportamenti idonei a ingenerare un legittimo affidamento nel candidato.

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di Maurizio Gaeta*

Con la Circolare n. 10/E del 2025, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito i criteri applicativi della nuova disciplina fiscale relativa alla concessione in uso promiscuo di veicoli ai dipendenti, modificata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024) ed integrata dal Decreto Legge n. 19/2025, convertito con modificazioni nella Legge n. 60/2025.

Fringe benefit auto: cosa cambia dal 1° gennaio 2025 Continua a leggere

di Marco D’Orsogna Bucci*

Il rapporto di lavoro subordinato e/o parasubordinato spesso comporta che la prestazione lavorativa sia resa fuori dalla sede abituale di lavoro, in alcuni casi addirittura siamo in presenza di un’attività lavorativa prestata costantemente in luoghi diversi dalla sede di assunzione. Abbiamo tre macro-categorie che riassumono la prestazione lavorativa resa in luoghi diversi dalla sede abituale di lavoro o comunque dal luogo di assunzione:

  • trasferta o missione: caratterizzata da provvisorietà, temporaneità;
  • distacco: caratterizzata da uno spostamento della sede di lavoro duraturo ma non definitivo;
  • trasferimento: spostamento definitivo della sede di lavoro.

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di Alessandro Iovino*

Oltre il convegno, un richiamo civile, quello dei commercialisti italiani che hanno portato in Senato uno, forse, tra i temi  più delicati e, al tempo stesso, universali: quello della dignità nel tempo della vita compiuta.

Una sfida che non riguarda solo i conti pubblici, ma la giustizia tra generazioni, la dignità del lavoro e il destino dei giovani in una società attraversata rapidamente da una sempre  più fulminea evoluzione tecnologica dello sviluppo. E, devo dire che moderare l’incontro nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, sapientemente organizzato dal Comitato Scientifico Gruppo ODCEC Area Lavoro, e stata per me una responsabilità che ho accolto con gratitudine: perché e raro vedere dialogo così intenso e puntuale tra chi vive ogni giorno le sfide fiscali, previdenziali e sociali, e chi ha la responsabilità di legiferare, di tradurre in regole principi, valori, patti generazionali. Non e un momento da spazi vuoti, ma da passione civile, concretezza tecnica e visione di lungo periodo.

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di Giada Rossi*

Comunemente, nell‘ambito dei rapporti di lavoro, si pongono interrogativi circa la portata vincolante di una proposta di assunzione, nell‘intervallo temporale che precede la sua formale accettazione, e ciò non solo in relazione alla corretta qualificazione giuridica della fase precontrattuale, ma anche con riguardo ai profili di responsabilità che possono derivare da un eventuale recesso improvviso o da comportamenti idonei a ingenerare un legittimo affidamento nel candidato. Continua a leggere